Matrimonio Annamaria e Umberto

Ho avuto l’opportunità di iniziare il reportage fotografico con la preparazione di Annamaria, insieme alla testimone e alle amiche più strette, per poi spostarsi a casa dei genitori di Umberto, per immortalare la sua preparazione (senza dimenticare qualche con Lida, il loro cane).

Una volta giunto a Palazzo Moroni (Municipio di Padova) ho avuto il privilegio di ritrarre la sposa accompagnata da suo padre mentre saliva la lunga ed elegante scalinata che contraddistingue la sede del Municipio di Padova, per giungere poi alla Sala Paladin, dove la aspettavano impazienti lo sposo, i parenti e tutti gli amici.

Annamaria e Umberto sono stati sposati da Anna, carissima amica dello sposo, e tale era (ed è tutt’ora) la loro amicizia che alla fine della cerimonia non si sapeva chi avesse pianto di più.

Una volta concluse le foto di rito, mentre gli invitati si dirigevano verso il Ristorante Antico Veturo di Trebaseleghe (PD), ho avuto l’onore di immortalare gli sposi presso il Salone del Palazzo della Ragione di Padova, per poi brindare con uno spritz al Bar Nazionale assieme a Paolo (testimone di Umberto nonché loro autista).

Giunti al ristorante, l’atmosfera che si respirava era perfettamente in linea con l’essenza degli sposi: un ambiente frugale, intimo, accogliente, con tavoli liberi sparsi qui e la nel giardino, sotto la loggia e a bordo piscina, permettendomi così di raccogliere decine e decine di scatti rubati. Gli invitati non si fermavano un secondo: passavano dalla spina libera della birra al patio della piscina, dal continuo buffet ai dondoli sotto gli alberi, con la musica che ci ha accompagnati fino a fine serata.

Ma poteva finire così? No, poiché lo sposo è stato gentilmente scaraventato in piscina insieme ad alcuni amici.

Ore di reportage: 6.

“Abbiamo organizzato un matrimonio che ci rispecchiasse: tutto a buffet e con spine di birra self service. Volevamo una festa e volevamo spontaneità, non solo per il ricevimento e la cerimonia, ma anche per le fotografie poiché ci piaceva l’idea che la spensieratezza di quel giorno trasparisse dalle foto e ne rimanesse il ricordo.

Così è stato. Le foto migliori sono gli scatti rubati. La capacità di Andrea di cogliere l’emozione di un momento era esattamente ciò che desideravamo per rivivere quella giornata speciale con lo stesso sorriso e le stesse farfalle nello stomaco.”

Annamaria e Umberto